Dalla diagnosi alla cura, un percorso che ruota intorno al paziente con tumore cutaneo: 

 

la SKIN CANCER UNIT al S.Maria Nuova 

2014

 

I tumori della pelle rappresentano, per la loro incidenza nella popolazione, un problema sanitario importante in cui è fondamentale la diagnosi precoce. Il melanoma, tumore maligno conseguente alla degenerazione dei melanociti naturalmente presenti nella pelle, colpisce in media 15 persone ogni 100.000 abitanti e presenta elevata mortalità in assenza di diagnosi tempestiva.

 La possibilità di utilizzare le più innovative metodiche per la diagnosi ed il trattamento dei tumori della pelle, integrata con l’esperienza della ricerca clinica nel settore, la collaborazione con i professionisti presenti capillarmente nel territorio rappresenta l’arma più efficace nell’ambito della terapia dei tumori cutanei. 

 

La Skin Cancer Unit di Reggio Emilia, nata nel 2011 e primo esempio in Italia, ha un duplice obiettivo: da un lato offrire al paziente con tumore cutaneo un supporto di elevato livello professionale, dall’altro, creare un gruppo di lavoro di significativa competenza clinica e scientifica in grado di implementare un programma di ricerca di livello internazionale. In essa opera un team multidisciplinare composto da diversi specialisti: il dermatologo, l’anatomo-patologo, l’oncologo, il radioterapista, il chirurgo plastico, il genetista. Il gruppo racchiude al suo interno tutte le conoscenze e le possibilità diagnostiche e terapeutiche necessarie per fornire un servizio di elevata qualità ed efficienza al paziente con tumore cutaneo.

 

Un ruolo determinante è svolto dalla tecnologia: oltre alla diagnostica strumentale già esistente in reparto, dermatoscopia e videodermatoscopia, si sono aggiunte, dall’inizio del progetto, innovative apparecchiature per la microscopia laser confocale in vivo ed ex vivo. La prima metodica diagnostica - in vivo – consente lo studio della natura delle lesioni direttamente sulla pelle del paziente ed evita il ricorso a tecniche chirurgiche invasive, quando non demolitive, in presenza del solo sospetto di malignità che l’esame rileva infondato, con notevole risparmio di tempi e costi oltre che di disagi per il paziente. 

La seconda metodica - ex vivo – viene utilizzata sul tessuto asportato, quando si riveli necessaria una indagine approfondita. 

 

Elemento centrale dell’attività della Skin Cancer Unit è la messa in atto di una stretta collaborazione con i medici di famiglia e gli specialisti dermatologi della provincia di Reggio Emilia, avviata e sostenuta con una capillare attività formativa da parte dei ricercatori impegnati nel progetto. Scopo della formazione è stata l’ottimizzazione nella individuazione (triage) dei pazienti portatori di lesioni sospette da parte dei professionisti presenti nel territorio. Semplici regole di screening, condivise con gli specialisti in dermatologia oncologica, applicabili nella pratica quotidiana, hanno reso più affidabile la selezione dei pazienti da inviare in ospedale per l’indagine diagnostica avanzata, con il risultato di aumentare il controllo sui pazienti effettivamente portatori di lesioni sospette e, al tempo stesso, di diminuire la richiesta di esami per quelli che presentano lesioni manifestamente benigne. 

 

I pazienti ai quali venga rilevata una lesione cutanea sospetta vengono indirizzati dal territorio alla struttura ospedaliera potendo accedere ad un percorso appositamente strutturato, che non prevede attese, attraverso il quale vengono sottoposti, in tempi brevissimi, alla procedura diagnostica. 

Ogni settimana il team si riunisce per audit collegiali finalizzati alla discussione dei casi clinici reclutati dalla Skin Cancer Unit e alla programmazione dell’iter terapeutico più appropriato per ogni singolo paziente. 

 

 

Fabio Castagnetti 

Chirurgo Plastico 

Arcispedale S.Maria Nuova IRCCS Reggio Emilia

 

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