| il maschile in oncologia: esiste una questione specifica?
Proponente
Dott.ssa Carla Tromellini
Enti coinvolti:
Servizio di Psicologia, AUSL di Reggio Emilia
Registro Tumori Reggiano, U.O. Epidemiologia, AUSL
UO Ematologia ASMN
UO Oncologia ASMN
UO Oncologie AUSL
Associazione ONLUS "La Melagrana"
Associazione "SiAmo con Te"- Correggio
Premessa
In questi anni il femminile anche in situazioni di malattia grave ha dimostrato di farsi carico in prima persona e a volte, collettivamente, in modo organizzato, dentro percorsi di associazionismo volontario, delle conseguenze di un'esperienza di malattia che invade la vita in modi imprevisti; riuscendo a dare significato alle proprie ferite, a volte anche a quelle d'anima. Questa apertura verso una ricerca interiore, a partire dalla malattia, non è di tutti.
Il maschile caratterizzato dall'erranza, dal movimento, così cresciuto nella dimensione del fare e del dimostrare a sé e agli altri il proprio valore nell'agire, mal si coniuga con una sosta forzata rappresentata dalla condizione di malattia. Spesso non sa descrivere, esprimere la propria sofferenza; a volte ha bisogno di un femminile paziente e accuditivo che veicoli le sue emozioni e se ne prenda cura.
Per cercare di entrare nel mondo dei sentimenti e delle emozioni maschili (come ci ha così ben testimoniato T. Terzani in "Un altro giro di giostra"), là dove l'esperienza di malattia sollecita dubbi, domande e interrogativi tormentosi, consapevoli che è uno "sguardo" femminile che si fa carico di un'indagine verso l'altra metà del cielo, abbiamo promosso una ricerca di genere, sperando che i soggetti a cui è indirizzata diventino sempre più protagonisti della loro condizione di malattia. Ci piace pensare che la vita è dialogo, relazione e che, soprattutto di fronte ad eventi critici, si attivi quella dimensione dialogica che è, come afferma L. J. Kaplan, "il battito cardiaco dell'esistenza umana".
Obiettivo dello studio
Obiettivo dello studio è valutare tra i maschi adulti residenti nella provincia di Reggio, come viene vissuta l'esperienza della patologia tumorale. In particolare si vuole indagare su come gli uomini vivono la malattia, quali sono le reazioni, i progetti, con chi condividono l'esperienza e se vi è intorno una rete di solidarietà e confrontare questi vissuti con analoghi o differenti condizioni di una popolazione oncologica femminile.
Soggetti e metodi
I soggetti sono rappresentati da 90 pazienti (45 maschi e 45 femmine), selezionati dal Registro Tumori della Provincia di Reggio Emilia, per età (20-44; 45-64; 65+) con diagnosi di tumore al colon e linfomi.
Il paziente verrà contattato dallo specialista oncologo/ematologo che gli fornirà tutte le informazioni necessarie affinché possa esprimere un consenso informato. Una volta espresso il consenso, al paziente saranno poste alcune brevi domande e gli sarà fornito il questionario SF-36 per la valutazione della qualità della vita al momento attuale, che verrà poi riportato compilato.
Successivamente verrà fatto un colloquio promosso rispettivamente da due psicologhe (che collaborano con l'Associazione "la Melagrana" , dott.ssa Anna Chiara Montanari e dott.ssa Elena Cipelli ), che intervisteranno i pazienti..
Durante l'intervista semi-strutturata si chiederà a queste persone, se disponibili, di raccontare la propria esperienza di malattia attraverso il filtro delle domande. progetti di ricerca
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